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sabato 10 novembre 2018

Frittata alla Calabrese (senza uova)



lista degli ingredienti

Patate 1 kg
Pangrattato50 gr
Aglio 2 spicchi
Peperoncino mezzo
Olio evo, origano q.b.


 Scegliere le patate a pasta bianca e farinosa molto asciutta come quelle per la preparazione degli gnocchi, questo sarà di aiuto per rassodare la frittata. Essendo senza uova, sarà l’amido delle patate ed un poco di pangrattato a rassodarla.

Come preparare la frittata di patate senza uova alla calabrese

  1. Lavare e lessare le patate. Sbucciarle ancora calde, schiacciarle, aggiungere il sale, l’origano e tenerle da parte.
  2. Quando si saranno intiepidite aggiungere il pangrattato amalgamando molto bene.
  3. Porre una padella antiaderente sul fuoco e soffriggere – nell’olio evo – il peperoncino e gli spicchi d’aglio tagliati in fettine sottili fino a quando saranno dorati.
  4. Togliere il peperoncino dall’olio e versare la purea di patate nella padella,avendo cura di amalgamare molto bene l’olio e l’aglio alla purea.
  5. Schiacciarla bene nella padella fino a fargli prendere la forma di una frittata.
  6. Aspettare che – da un lato – si sia formata una bella crosticina croccante e con l’aiuto di piatto o un coperchio unto, capovolgere la frittata di patate senza uova alla calabrese.
  7. Spegnere la fiamma solo quando anche sull’altro lato si sarà formata la crosticina dorata e croccante.
sorgente art.QUI

venerdì 6 luglio 2018

Parmigiana di melanzane calabrese








Ingredienti:
4 melanzane
400 ml di passata di pomodoro
Una cipolla piccola
Una carota
Una costa di sedano
4 fette di prosciutto cotto
6 fette di provola
Una mozzarella
 Parmigiano grattugiato qb
 Pangrattato qb
3 uova sode
 Olio extravergine





 Preparazione:
Prendere le melanzane, tagliarle a fette non troppo sottili e metterle sotto sale a perdere acqua In un tegame mettere a soffriggere le cipolle, la carota ed il sedano tritati finemente, quando la cipolla appassisce aggiungere la salsa di pomodoro, regolare di sale e far cuocere a fuoco basso per una mezz’oretta.
 Prendere le fette di melanzana, strizzarle, tamponarle e friggerle in abbondante olio dopodiché disporle sopra la carta da cucina per far assorbire l’olio in eccesso.
 In una teglia versare sul fondo due mestoli di salsa di pomodoro, stenderla omogeneamente quindi formare un primo strato con le fette di melanzana.
 Aggiungere due mestoli di salsa, la provola e il prosciutto.
 Ricoprire con un altro strato di melanzane, aggiungere le uova sode tagliate a fette e la mozzarella tritata e ben strizzata in modo che durante la cottura non rilasci troppa acqua.
 Fare un ultimo strato di melanzane, versare sopra la salsa rimanente e ricoprire tutto con abbondante parmigiano grattugiato e pangrattato.
 Mettere la teglia in forno già caldo a 200 gradi per una ventina di minuti, far riposare per 10 minuti, porzionare e servire.

martedì 3 ottobre 2017

La sardella: il Caviale della Calabria



La Sardella, conosciuta anche come Bianchetto, Nannata (Neonata), Rosa marina, è costituita dal novellame delle sarde e. più raramente delle alici; fino al 2010 poteva essere pescata solo in determinati periodi dell’anno dietro apposito permesso, generalmente nei mesi di febbraio e marzo con, a volte, proroghe fino ad aprile; adesso in Italia è proibita.





Si pesca e si produce principalmente a Cirò Marina ed a Crucoli.
La pesca viene ( veniva) effettuata tramite un’apposita rete chiamata sciabica o tartana o sciabacchello, a seconda delle misure, terminante al centro con un sacco di tela che trattiene anche i pescetti più piccoli. La pesca con lo sciabacchello (termine più comunemente usato per questo tipo di pesca) viene effettuata da riva o in mare, ma sempre molto vicino alla costa.
E’ una pesca molto simpatica a vedersi, anche perchè può essere seguita passo passo stando comodamente sulla spiaggia: con una piccola barca viene gettata in mare una rete – lo sciabacchello – con in basso i piombi ed in alto i sugheri, fino a formare un arco, o meglio, una U rovesciata il cui cul de sac è costituito dal sacco di tela; ad ognuna delle due estremità della rete è legata una corda, più o meno lunga, per gettare la rete alquanto al largo e racchiudere così un tratto di mare più o meno consistente.
Alle corde si alternano generalmente tre pescatori per lato per portare la rete a terra; poi, con movimenti cadenzati e sempre più in fretta, si recupera la rete che viene raccolta in due mucchi vicini fino ad arrivare a recuperare il sacco; è questo un momento molto emozionante sia, sopratutto, per i pescatori, ma anche per gli spettatori che si accostano a loro per vedere il risultato del lavoro; a volte va bene – qualche cassetta di pesce; a volte meno bene – un pò di pesci; a volte decisamente male – nel sacco non viene preso che qualche pesce-pietra!
Per poter ottenere la sardella salata occorre procedere ad alcune operazioni facendo molta attenzione a trattare questo prodotto con molte precauzioni in quanto è molto delicata.
La prima operazione è la pulitura, la sardella fresca va lavata con delicatezza almeno quattro o cinque volte; vanno tolti i pescetti diversi che possono essere presenti mischiati ad essa; vanno tolti uno ad uno i frammenti delle alghe; vanno fatti decantare e quindi eliminati i granelli di sabbiapresenti specialmente quando la pesca è stata fatta da terra; bisogna inoltre fare attenzione che non ci siano squame di sarde – le madri a volte presenti nei branchi di novellame, e infine che non ci sia la ‘mbroma – la materia gelatinosa formata da residui di meduse.







image
Una volta lavata accuratamentesi procede alla salaturasi aggiungono 20/22 grammi si sale per ogni kg di pesce scolato e si lascia riposare per 4/5 ore: Qualcuno, invece sala la sardella con l’acqua salata; ci sono delle fonti che erogano acqua salata (acqua salita); si raccoglie quest’acqua, la si lascia depositare per alcuni mesi e, quando è il momento, si versa sulla sardella, filtrandola accuratamente, e la si lascia a bagno per circa 8 minuti; altri ancora si fanno l’acqua salata in casa scaldando l’acqua cui hanno aggiunto il salo in ragione di due etti per litro di acqua.
Una volta salata, la si pone ad asciugare o allargandola in vari scolapasta di modo che l’acqua se ne vada dai fori, o formando delle strisce su una tavola che si pone in leggera pendenza per far scolare il liquido in eccesso.
Quando la sardella è bella asciutta e quindi è scolato tutto il liquido che il sale ha contribuito a formare, si procede a mettere il peperoncino; anche questa è un’operazione molto delicata; si deve procedere senza farsi prendere dalla fretta, poco a poco, mescolando sia il peperoncino dolce che quello piccante ( a seconda di quanto la si preferisca ruschente), la si lascia riposare qualche giorno in un recipiente coperto da un panno; durante questo periodo il peperoncinosi diffonde sui pescetti in maniera uniforme fino a formare un prodotto omogeneo.
Alla fine si aggiungono un po’ di semi di finocchietto selvatico – meglio se raccolto in montagna; altrimenti va bene anche quello comprato, e si pone la sardella salata nei barattoli per la conservazione.
E’ bene conservarla in frigo; può succedere che col tempo si formi della salamoia, che non è una assolutamente una cosa nociva; allora per tenere più compatta la sardella ed avere la salamoia solo in alto, si pone nel barattolo una pietruzza della circonferenza, circa, della bocca dello stesso.
Si chiama Sardella salata, ma il termine più appropriato sarebbe Sardella pepata, è infatti il peperoncino l’ingrediente dominante.
Qualche uso della sardella salata:
il primo uso di questo prezioso intingolo è come antipasto – non per nulla viene chiamata Caviale di Calabria – se ne mette un pochino sul pane semplicemente oppure su pane abbrustolito e imburrato; è ottima mangiata con pezzetti di cipolla; è l’elemento caratterizzante le Rosette di sardella, specie di pizzette arrotolate; ci si può condire la pasta – una puntina di sardella sciolta in olio bollente è un valido sostituto all’aglio, olio e peperoncino-; dà sapore e vigore alla pizza napoletana e tanti altri usi ancora.
Gustata al naturale è, senz’altro, un alimento , diciamo così, conviviale; va gustato in allegra compagnia accompagnata da un buon bicchiere di vino.
fonte:qui

domenica 17 settembre 2017

Frittelle di zucchine alla calabrese




 




INGREDIENTI
2 o 3 zucchine
1 uovo
3-4 cucchiai di farina
pecorino grattugiato
sale e pepe
olio per friggere

PREPARAZIONE
Iniziate qualche ora prima con il togliere alle zucchine le estremità, poi tagliatele a rondelle sottili. Disponetele in una ciotola, cospargete con qualche pizzico di sale, mescolate e fate riposare un po’ finché non fuoriesce l’acqua di vegetazione. Intanto sbattete l’uovo con la farina, il sale e il pepe e il formaggio grattugiato e unite alle zucchine sgocciolate ottenendo un impasto di consistenza appena cremosa.






Prendetelo ora a cucchiaiate che immergerete in olio bollente e tirerete fuori appena le frittelle saranno gonfie e dorate.
Mettetele a sgocciolare su carta assorbente e servitele calde.
Varianti sul tema possono essere l’aggiunta di fiori di zucchina, se ne avete, prezzemolo tritato o basilico e una punta di aglio per pittiluzze più aromatiche, oppure, per un gusto più delicato ma meno calabrese, usare al posto del pecorino del parmigiano.

fonte:qui

domenica 26 marzo 2017

Rotolo di frittata con zucchine grattugiate con scamorza e prosciutto...


 

Grattugiate una zucchina tenera grande o due piccole,un po' di sale
Fare una frittata di 4 uova ,con un po' di sale.,aggiungere alla frittata formaggio grattugiato.,un bicchiere di farina,mezza bustina di lievito del pizzaiolo e le zucchine grattugiate...Poi mettere della carta da forno su una teglia  infornare il tutto ...Dopo che la cottura è ultimata,coprire la frittata. con provola e prosciutto oppure del  salame . Arrotolare ed infornare di nuovo per qualche minuto.

Ricetta di L.Tedesco
fonte:qui

venerdì 10 marzo 2017

Nacatuli Calabresi



 

 

Ingredienti

  • 1 kg farina
  • 8 uova
  • mezzo bicchiere/i anice
  • 50 g burro
  • 250 g zucchero vanigliato
  • 1 olio di oliva 





Sbattere le uova in una terrina, intanto disponete la farina a fontana e aggiungete le uova sbattute, lo zucchero, l'anice e il burro fatto sciogliere in precedenza. Lavorare l'impasto avendo cura che resti morbido. Lasciare riposare per mezz'ora, poi ricavare dei bastoncini spessi un mignolo e lunghi 50 cm circa. Dopo averli fatti asciugare su un canovaccio cosparso di farina, prendere il mattarello e, tenendo ferma un'estremità della pasta, avvolgervi intorno un bastoncino formando un "otto".
 


 La nacatola, a questo punto, deve essere schiacciata da entrambi i lati. Sfilare, il mattarello e friggere le nacatole in una padella piena d'olio di oliva. Una volta dorate, lasciare scolare l'olio in eccesso con l'aiuto di una carta assorbente e cospargere di zucchero a velo.

fonte:qui

martedì 21 febbraio 2017

IL TARTUFO DI PIZZO






Il tartufo di Pizzo è un gelato monoporzione, in carta,  alla nocciola o al cioccolato, uno dei prodotti tipici della pasticceria calabrese rinomato sia in Italia che in Europa. Ha la forma di semisfera con al centro un cuore di cacao fondente che ha la caratteristica di sciogliersi prima del gelato (creando un contrasto tra dolce ed amaro irresistibile anche ai palati più esigenti), modellato con il palmo della mano e ricoperto da un spolverata di cacao amaro in polvere.  La produzione è tradizionalmente artigianale nelle gelaterie di Pizzo Calabro, in provincia di Vibo Valentia, fin dagli anni ’50. Il  suo nome deriva dalla somiglianza con il rinomato fungo e da “Pizzo” località natale. E’ un gelato che si distingue per la genuinità conseguenza dall’uso di ingredienti naturali freschi quali latte intero, zucchero, destrosio, tuorli di uova, nocciole e cacao escludendo l’uso di grassi vegetali, alimenti in polvere, conservanti e coloranti ottenendo dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali il riconoscimento IGP (Indicazione Geografica Protetta).
Il tartufo di Pizzo viene esportato quale dessert nei menù dei più rinomati ristoranti ma la degustazione nelle piazze della bella cittadina tirrenica, dove le gelaterie fanno a a gara per proporre il prodotto migliore, ha un gusto particolare e unico.


LA STORIA DEL TARTUFO DI PIZZO
Il tartufo di Pizzo è un prodotto tipico della pasticceria calabrese con una storia relativamente giovane visto che dalla sua origine è trascorso poco più di mezzo secolo. La versione ufficiale narra che nei primi anni Quaranta dello scorso secolo, un maestro pasticcere messinese, tale Dante Veronelli, rileva il “Gran Bar Excelsior”, che in seguito cambierà il nome in “Gelateria Dante”, ubicato nella centralissima Piazza della Repubblica a Pizzo Calabro. Il maestro gelatiere siciliano si avvale, per la conduzione dell’attività, della collaborazione di un suo concittadino conosciuto come “don Pippo” al secolo Giuseppe De Maria facendosi ben presto notare per la grande qualità e il gusto dei loro prodotti. Alla morte di Veronelli, Don Pippo De Maria rimane l’unico gestore della gelateria realizzando nel 1952, casualmente, quello che sarà un “gioiello della pasticceria calabrese” e non solo.
Tutto nasce quando, durante un matrimonio, don Pippo si ritrova senza formine per il confezionamento del gelato per i numerosi invitati e la necessità, quindi, di inventarsi qualcosa per sopperire a tale mancanza. Nell’incavo della sua mano sovrappone due porzioni di gelato una al gusto di nocciola e l’altra al gusto di cioccolato inserendo tra i due strati del cioccolato fuso. Avvolse il tutto in un foglio di carta alimentare e mise a raffreddare. Ne uscì fuori un “pezzo duro” a forma di tartufo che riscosse notevole successo tra i commensali e man mano che si sparse la voce  il successo fu sempre maggiore fino ad arrivare alla notorietà per questa sua creazione.


La ricetta originale e custodita gelosamente dagli eredi di don Pippo che se la tramandano da generazioni. In molti, anche grosse  industrie, cercano di imitare il “tartufo di Pizzo che rimane però una specialità locale di quella fantastica città della Calabria tirrenica.
fonte:qui

Spaghetti con le cozze

 

 

 

Semplici e veloci bisogna solo preparare un gustoso sughetto di pomodoro fresco, insaporito con l’acqua rilasciata dalle cozze, con cui condire gli spaghetti al dente ,per finire distribuite sugli spaghetti una spolverata di prezzemolo, un piatto che profuma di mare e di una bontà infinita!!

      Ingredienti

  • Ingredienti per 4 persone:
  • 350 grammi di spaghetti Ristorante o n°8 (comunque spessi)
  • 1 chilo di cozze nere Tarantine e se non le trovate, usate quelle che riuscite a trovare, basta che non siano quelle enormi Spagnole
  • 1 spicchio d'aglio tritato finemente
  • 100 ml di olio Extravergine di oliva del territorio (un bicchiere)
  • 10 pomodorini datterini tagliati in due o spezzettati
  • 1 peperoncino sminuzzato (se piace ma non è obbligatorio)
  • Prezzemolo fresco tritato q.b.
  • Pepe nero al mulinello
   

  • Pulire le le cozze raschiando accuratamente la superficie del guscio;
  • Dopo averle lavate per bene mettere i frutti di mare in una padella e farle saltare fin quando si schiuderanno;
  • Una volta aperte, sgusciate una parte delle cozze, mettere da parte qualcuna per la decorazione del piatto;
  • Filtrare il liquido di cottura delle cozze e metterlo da parte;
  • Prendere un’altra padella far soffriggere l’aglio a fuoco dolce con un filo di olio extravergine d’oliva, quando sarà completamente dorato, eliminare l’aglio e unire i pomodorini ciliegino , insieme al peperoncino piccante e al prezzemolo tritato;
  • Mescolare e lasciate cuocere per 15 minuti circa;
  • Dopo di che aggiungere le cozze e lasciate amalgamare i sapori per qualche minuto aggiungendo ogni tanto qualche cucchiaio del loro liquido di cottura filtrato;
  • Nel frattempo cuocere gli spaghetti scolandoli al dente;
  • Aggiungere gli spaghetti al dente nella padella insieme al condimento, e ultimare la cottura amalgamando gli spaghetti con il sughetto delle cozze e tanto prezzemolo tritato..

mercoledì 15 febbraio 2017

Pesce spada al forno alla Calabrese

 

 

  Ingredienti per 4 persone

  • Pesce spada (tranci)4
  • Vino bianco 1 bicchiere
  • (non trattato)1
  • Aglio2 spicchi
  • Prezzemolo2 ciuffi
  • Origano2 rametti
  • Sale Quanto basta  
 

 PREPARAZIONE 
 Il pesce spada al forno è una tipica ricetta estiva molto semplice da preparare. Ha un tipico sapore mediterraneo, proprio come il pesce spada , poiché è aromatizzato con origano e limone, di cui si utilizza non solo il succo ma anche la scorza grattugiata. Tra i molti modi di cucinare il pesce spada, la cottura al forno è tra le più pratiche perché consente di preparare il piatto impiegando pochissimo tempo e senza sforzi eccessivi. La marinata che condisce e impreziosisce il pesce spada al forno serve a conferire non solo la fragranza ma anche l’umidità necessaria per evitare che la carne diventi troppo asciutta. Il pesce spada è un alimento ottimo dal punto di vista nutrizionale vista l’alta concentrazione di proteine e vitamine, purtroppo però è tra i pesci più esposti all’inquinamento dei mari.

venerdì 10 febbraio 2017

Piccantino alla calabrese







Ingredienti
Pomodori secchi
Alici
Peperoncini rossi dolci e un po piccanti
Basilico
Aaglio
Olio evo



Procedimento
Macinare i peperoncini dolci e aggiungerne qualcuno piccante, aggiungere i pomodori secchi con un po di basilico ..qualche spicchio di aglio e olio ..e frullare con qualche Alice senza ..sale e lisca ...
ideale spalmare il tutto su crostini,bruschetta ed anche come condimento per la pasta(spaghetti)
fonte:qui

giovedì 12 gennaio 2017

Bucatini con la mollica


 

Oggi vi proponiamo un primo piatto delizioso che fa parte della tradizione della cucina calabrese: i bucatini con la mollica. Al contrario della ricetta siciliana in cui si usa il pangrattato qui metteremo il pane raffermo, meglio se quello casereccio, a pezzettini e lo accompagneremo con olive, acciughe, capperi, sale e pepe. Provate anche voi questa ricetta, è semplice e molto rapida!

 

Ingredienti

  • Bucatini: 400 Gr
  • Olio: 100 Ml
  • Pane Di Casa: 2 Fette
  • Olive Nere: 10
  • Filetti Di Acciughe: 5
  • Capperi: 5
  • Sale: Qb
  • Pepe: Qb

 

 

 

Ricetta e preparazione

        Seguite le istruzioni.
  1. Prendete una padella e mettete l'olio, fatelo scaldare e poi unite le acciughe, schiacciatele con una forchetta per farle sciogliere. Nel frattempo lessate i bucatini in abbondante acqua salata e poi scolateli al dente.
  2. Mentre i bucatini cuociono aggiungete il padella il pane a cubettipiccolini, le olive nere denocciolate e i capperi, cuocete a fiamma vivace mescolando in continuazione.
  3. Versate la pasta nella padella, fate saltare insieme al condimentoper un minuto e servite.

Consigli

Accompagnate questo piatto con un rosso novello. 

fonte:qui 

MARITOZZI FATTI IN CASA

Semplici fatti in casa, ottimi a colazione, a merenda, per un picnic, o da portare a lavoro per viziarci con una pausa sfiziosa tra un impegno e l’altro!


INGREDIENTI:
LIEVITINO:
  • 15g lievito di birra
  • 50g latte tiepido
  • 30 g di zucchero
  • 30 g di farina
IMPASTO:
  • 1 uovo
  • 100g zucchero
  • 125 g di olio di semi di girasole
  • 200g latte tiepido
  • 450 g di farina (metà manitoba metà 00)
  • scorza di mezzo limone
  • 1 bustina di vanillina
  • Acqua e zucchero per guarnire 
  •  

    Prepariamo il lievitino per i maritozzi :

    Versiamo il latte tiepido in una ciotola e sbricioliamo i 15g di lievito di birra, aggiungiamo lo zucchero e la farina, mescolando il tutto fino a che i lievito si è sciolto completamente. Copriamo la ciotola con la pellicola e lasciamo riposare per 30 minuti per far attivare il lievito.

    Prepariamo l’impasto per i maritozzi :

    Quando il lievitino è pronto possiamo iniziare a preparare l’impasto dei maritozzi semplici.
    In una ciotola mettiamo un uovo, 100g zucchero, la scorza grattugiata di mezzo limone, 1 bustina di vanillina, 125g di olio di semi di girasole, aggiungiamo il lievitino e 200g di latte tiepido.
    Mescoliamo per bene e cominciamo ad aggiungere la farina poco per volta. Quando l’impasto inizia a solidificarsi lo trasferiamo sul piano di lavoro e continuiamo a lavorare con le mani, fino a che raggiunge una consistenza morbida ed elastica.
    Quindi spolveriamo di farina il fondo di una ciotola e ci mettiamo l’impasto, incidiamo a croce e copriamo con la pellicola. Lasciamo 2 o 3 ore finché la pasta raddoppia il suo volume.

    Diamo forma ai nostri maritozzi :

    Ora siamo pronti per dare forma ai maritozzi. Ungiamo le mani con un po’ d’olio così la pasta non si attacca e riprendiamo l’impasto, lavoriamolo ancora per qualche minuto.
    Prepariamo una teglia con la carta da forno e stacchiamo dei pezzi di pasta dandogli forma di pagnotta, oppure di treccina o di girella, tutto quello che vi suggerisce la fantasia!
    Quando la teglia è piena la copriamo con la pellicola e lasciamo lievitare per altri 30 minuti.
    Adesso possiamo mettere in forno a 180g per 25 minuti (circa).
    Alla fine della cottura i maritozzi semplici sono belli dorati, manca solo il tocco finale! Appena sfornati li spennelliamo con un po’ d’acqua e spolveriamo con lo zucchero. Non sono una meraviglia? Croccanti fuori e morbidi dentro, semplici e perfetti!
    VIDEO RICETTA

Fileja o Strangugghi con la ‘nduja (Ricetta originale Calabrese)



I Fileja o Strangugghi, è una pasta fresca preparata in casa che si ricavata con un semplice composto di acqua e farina che viene lavorato a mano. Pasta tipica  che si produce in provincia di Vibo Valentia, da dieci anni si consuma fuori dai confini regionali e nazionali. E’ una antica produzione familiare tradizionale di pasta fresca, che si tramanda di generazioni in generazioni.
INGREDIENTI
  • pomodori maturi o pelati
  • olio di oliva extra vergine
  •  500 gr di farina
  • acqua quanto basta
  •  150gr di ‘nduja
  • 1 cipolla di Tropea
Pasta: Su una spianatoia, setacciate la farina a fontana e, versando l’acqua a poco a poco, impastate fino ad ottenere un panetto liscio e consistente. Dalla pagnotta lavorata si tagliano dei pezzi che vengono rollati a cordoncini, che poi vengono ridotti in pezzetti della stessa dimensione. Questi vengono allotolati intorno al “dinaculu” cioè un bastoncino di sparto, che gli conferisce una forma allungata e ricurva.
 

 
Sughetto: Si versano in padella la cipolla, peperoncino, pezzetti di pomodoro, 150 gr. di ‘nduja e olio di oliva extra vergine e si lascia cuocere il tutto fino ad ottenere una salsa densa e piccante. Si cuoce la pasta e si salta in padella per meglio insaporirla. Si serve con una buona dose di formaggio pecorino grattugiato.


 

 

 



mercoledì 11 gennaio 2017

La preparazione della Sardella a Crucoli





La Sardella unisce armoniosamente terra e mare, in un gusto inconfondibile è l'incontro tra pesce e il peperoncino rosso finemente triturato in polvere, il sale e il finocchietto selvatico.Molteplici sono gli usi che si possono fare della sardella, può essere semplicemente spalmata sul pane (tipo nutella) in molti la preferiscono anche con un filo di olio extravergine di oliva, ma può anche essere usata come condimento per la pasta.
La Sardella è il caviale calabrese.

Maccheroni calabresi con sugo di melanzane e provola


 

 
RICETTA ORIGINALE
Ingredienti (per 4 persone) 700 g. di maccheroni(o il tipo di pasta che preferite, ma se secca cambiate la quantità, 400 g. e ovviamente i tempi di cottura) di pasta fresca.
1 melanzana grande
 300 gr di passata, se siamo in estate meglio usare i pomodori maturi( è un'altra cosa)
1/2 cipolla di tropea (o anche 3 cipollotti)
50 gr di provola
 basilico




 Procedimento Per il sugo:
Si fa stufare la cipolla tritata con un po’ d’olio e si aggiunge la passata.
Si cuoce il sugo finchè non si dimezza.
La melanzana si taglia a fette e si mette su uno scolapasta alternando fette a sale grosso.
Si lasciano così per 1-2 ore che perdano l’amaro.
Le fette vanno poi fritte in abbondante olio facendo in modo di scolarle e tamponarle bene per evitare che rimangano impregnate di olio.
Si aggiungono alla passata con qualche foglia di basilico.
 Aggiustare di sale e cuocere ancora qualche minute per amalgamare i sapori.
 Si cuociono i maccheroni in abbondante acqua salata, basteranno pochi minuti.
Si scolano e si condiscono con il sugo. Si aggiunge la provola a tocchetti che darà quel “filante” che incanta.