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venerdì 3 febbraio 2017

Olanda protagonista la Calabria con olio, liquori e succo di clementine


 
Turismo esperienziale, la morbidezza al palato dell’olio ottenuto dalla cultivar DOLCE DI ROSSANO, Città dell’Olio e terra di ulivi secolari; concentrata in un bicchiere di liquore, tutta l’essenza ed il profumo del bergamotto, tra le piante coltivate nel proprio orto da un giovane imprenditore di CARIATI, tra i diversi esempi di ritorno alla terra promossi da Slow Food; così come lo è il succo 100% di clementine accarezzate dal sole della Valle rossanese del Colagnati, simbolo di un’esperienza imprenditoriale tutta al femminile.

Alcune delle piccole, grandi storie di autenticità di cui è ricco il vasto territorio della Condotta Slow Food POLLINO SIBARITIDE ARBERIA sono state protagoniste al LITTLE ITALY – TASTE & TRAVEL, l’evento dedicato all’enogastronomia ed ai turismi tenutosi nei giorni scorsi ad AMSTERDAM, in Olanda.
A promuovere e coordinare la partecipazione dei produttori locali all’importante evento fieristico nei Paesi Bassi è stato TERRE LENTE, originale iniziativa del giovane imprenditore calabrese e membro del comitato territoriale di Slow Food Luigi PUCCIANO, che da qualche anno si occupa della valorizzazione e commercializzazione in Olanda dei prodotti Made in Calabria.

Per approfondirela notizia CLICCA
http://www.strettoweb.com/2017/02/la-calabria-protagonista-in-olanda-con-olio-liquori-e-succo-di-clementine/508880/

venerdì 13 gennaio 2017

"Giochi perduti", mostra fotografica Centro Culturale Candiani Eventi a Venezia


 
Nucleo centrale del progetto "Giochi perduti. Fotografie, balocchi e racconti alla ricerca del  tempo passato", che sarà inaugurato venerdì 11 novembre alle 18 al Centro Culturale Candiani, una selezione di oltre sessanta fotografie vintage e modern print per raccontare con lo sguardo di Pepi Merisio, Il Gioco. Un racconto dolce e insieme premuroso, delicato e puntuale nello stesso tempo, per svelare e quasi spiare in religioso silenzio un tema meraviglioso che coinvolge da sempre bambini e adulti.

La mostra raccoglie una serie di immagini in modo quasi seriale in diversi anni: frammenti di vita scattati durante i viaggi di lavoro, documentazione dei borghi italiani e non solo. Per Merisio all'epoca erano sicuramente momenti di vita “puri”, come dettava proprio la poetica Neorealistica e la tendenza fotografica e reportagistica di quegli anni, per noi oggi diventano documenti assoluti di tutta una tipologia e un'essenza del gioco che in parte non esiste più, e in parte si è radicalmente trasformata, lasciando spazio come molta della nostra vita negli ultimi anni, ai nuovi mondi digitali.
Dalle partite a calcio in piazza fino ai semplici giochi sulla neve, ogni scatto è quasi sempre all’aria aperta, a contatto con la natura; l'atmosfera è quella in cui tutto quello che succede e accade, viene percepito e accettato, accolto, quasi come forma di gioco: dalla neve in città, al lago ghiacciato per pattinare, dalle botti utilizzate durante la vendemmia, al nascondino tra i trulli ad Alberobello, fino a un semplice ramoscello, tutto diventa occasione di gioco. Non esiste un quando e un dove: dalla processione della domenica delle palme alle Necropoli, da Piazza Navona a Roma, a Piazza San Marco a Venezia, dal cortile interno della Basilica di Sant'Ambrogio a Milano, il gioco prende forma, in maniera spontanea e quasi innocentemente dissacrante anche in luoghi oggi considerati icone dell'arte e della storia, quinte impensabili oggi per scene di questo tipo.

Vera e propria mostra nella mostra, la sezione dedicata a Venezia con oltre cinquanta immagini, provenienti dal Fondo Fotografico Tomaso Filippi, l'Archivio del Circolo Fotografico La Gondola, il Fondo Reale Fotografia Giacomelli, e il Fondo Borlui del FAST- e decine di giocattoli selezionati dal Museo dell'Educazione dell'Università di Padova e da collezione privata. C'è chi gioca a calcio in Campiello de le strope e c'è chi si tuffa nei rii cittadini, una bimba salta la corda in Campo Squellini... Ma c'è anche il gioco delle bocce al Lido di Venezia -gli sfidanti in divisa elegante e impeccabile- il gioco delle carte, la lotteria con il coniglio alla Festa dell'Unità di Favaro e poi ancora le giostre e il nascondino.
Le fotografie evocano le grida dei bambini, le voci delle persone, i rumori di una Venezia “perduta”, quella dei giochi tradizionali, e il racconto per immagini sottrae così al passato un frammento di vita della nostra città. Un ricco calendario di appuntamenti per adulti e piccini completa una operazione identitaria piuttosto che nostalgica e 'invito a riscoprire e riflettere  sul “tempo passato”  vuole essere uno stimolo ad “esplorare“ il mondo del gioco contemporaneo con spirito propositivo e creativo.